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La LUCE
Riceviamo dal nostro Magister e volentieri pubblichiamo!
La LUCE è in distribuzione nelle varie parrocchie, anche in alcune inizialmente non previste (San Pietro a Riva Trigoso, San Giorgio a Moneglia, …)
La Veglia è riuscita BENISSIMO (Grazie Laura, per averla pensata e grazie a tutti coloro che si sono “spesi” – al 95 % Lorenzo – per portarla a compimento; e grazie all’ AGESCI molto numerosa (a parte i Capi!!!!!) che ha sostenuto i canti.
Eravamo una 30na (di cui 5 “parenti”) e la serata non è stata così fredda come all’inizio poteva sembrare.
Adesso la “Luce”, che ci è stata prima testimoniata e poi consegnata, può continuare a brillare dentro di noi e possiamo a nostra volta testimoniarla ad altri, per un Natale di Gioia, di Serenità e di Pace. (Vorrei che questo fosse recepito come augurio sincero, non di circostanza!)
Prossimo incontro, impegno di partecipazione, è la CENA DI NATALE –> Mercoledì prossimo 21 dicembre ore 19 – precise – all’AGRICOLA di SanPier di Canne: come di consuetudine, Sergio (Lina) e Alberto x i dolci (tanti); Lorenzo e Paolo x le bevande e attrezzature (tovaglie, bicchieri, stoviglie, ecc.) e tutti gli altri il SALATO, e … il caffè … nel Bar del Circolo.
Sarà bene dare una adesione di massima (famiglia al completo!!!) per predisporre …
Prima di cena, scandidature (eventuali !!!!!!!!!) ed elezione della MAGISTRA = il Segretario prepara per l’adempimento.
Nel contempo allego il Tabellone del lavoro sull’ETICA, perchè è necessario proseguire l’argomento.
In calce – infatti – ho messo il primo quesito individuale al quale rispondere: abbiamo la possibilità di pensarci e poi raccoglieremo i dati nel primo incontro di Gennaio, previsto per Mercoledì 11
Grazie di avermi “letto” sin qui !!!
Buona strada
Le nostre impressioni dopo il 3° Compleanno
Perchè mettersi a scrivere un articolo quando la cosa migliore è riportare le sensazioni di ognuno dei presenti?
Lorenzo: Avete smaltito la sbornia? Paola, ti ricordi ancora dei tuoi balletti sul campo? Direi che la festa è andata molto bene. Buon clima e generale senso di letizia. Azzeccata l’attività delle mongolfiere che ha coinvolto tutti (e la mongolfiera di Benedetto ha dovuto volare tre volte per riuscire a volare – GRANDE!!!).
Assemblea Nazionale: per guardare avanti…
E’ stata la nostra prima Assemblea Nazionale, sia come persone che come comunità. Eravamo stati al Sinodo di Alghero, l’anno scorso, ma eravamo del tutto impreparati “ai momenti di confronto democratico…strada più impegnativa del confronto faticoso ma responsabile” come ha scritto il presidente…
Le mozioni hanno suscitato scalpore, discussioni accese e un momento di sconcerto per la presidentessa incaricata…sì, ci siamo un po’ spaventati…ci siamo chiesti se tanta veemenza non stonasse con lo spirito scout al quale tutti ci richiamiamo…anche perché eravamo tutti a conoscenza delle mozioni, sapevamo i perché e i percome delle proposte e sarebbe bastato un confronto in comunità o in regione, per arrivare preparati alla votazione…
L’anno scorso abbiamo lavorato nei caminetti per ben due giorni e, salvo qualche caminetto guidato in maniera impropria come una lezione universitaria, il resoconto finale ha rispettato quanto emerso nelle singole unità…
Le commissioni che, quest’anno, dovevano far emergere le linee guida del triennio, si sono viste per un paio d’ore e, dove si è riusciti a rispettare la richiesta, non è stato dato di sapere la conclusione di ogni singola commissione…
Non vuole essere un momento di pura critica sterile: la veglia è stata toccante e partecipata, ma ci sono valutazioni da mettere a punto per gestire al meglio il poco tempo a disposizione per le mille attività e quindi vorremmo sottolineare quanto segue:
- c’è bisogno di snellire i tempi per le votazioni delle mozioni, magari utilizzando la tecnologia.
- selezionare con attenzione chi guida i caminetti e/o commissioni dando una traccia che si possa seguire per rimanere nel tema trattato, coinvolgendo il più possibile i partecipanti.
- inventare modi nuovi per permettere a tutti di incontrarsi “dall’Alpe alle piramidi”…ad esempio. un gioco per sedere a tavola con rappresentanti di più regioni diverse, oppure la preghiera prima del pasto guidata per tutti da una regione…avete presente, vero, la ricerca dei tavoli e i canti alterni che sono stati intonati?
Infine, se si tratta di approvare linee programmatiche per i tre anni seguenti, cerchiamo di evitare votazioni a linee provvisorie e da integrare. Piuttosto arriviamo in assemblea con una bozza generale già discussa via mail, oppure per “zone”, cioè commissioni di tre/quattro regioni che si sono trovate a lavorare in precedenza. Laura e Alberto
Cosa mi porto a casa dall’assemblea nazionale
Un movimento che si incontra, ascolta, condivide, programma, fatica, discute e riparte. L’immagine di un movimento vivo, ma un po’ nostalgico. Un movimento che deve lavorare per capire “cosa vuole fare da grande” per poter essere interessante per i giovani, che devono alimentarne le file. Un movimento che aspira ad essere democratico fino in fondo, ma deve imparare che la democrazia va preparata e costruita, e solo allora votata.
Per quanto riguarda la Liguria, deve fare alcune considerazioni sul risultato delle mozioni presentate, in quanto il risultato ottenuto ne offusca il prestigio. Prestigio che non vedo importante in se, ma frutto di un lavoro fatto che viene offuscato da mozioni presentate senza considerare il sentire generale, o quanto meno senza sostenerle in modo opportuno a spiegare i valori che si vogliono proporre.
E comunque una bella esperienza per rendersi conto di chi siamo, che facciamo parte di un movimento grande, ma compatto, i cui vertici sono a un passo dalla base. DA FARE!!
“Maestro, dove abiti?” La sfida educativa
relazione di Mons. Diego Coletti
Mi spiace non essere stata presente alla discussione seguita alla relazione di Mons. Coletti, perché proprio nella parte finale credo si entrasse nel merito della questione. Visto che c’è stato consigliato un atteggiamento “sanamente critico” cerco di sintetizzare quanto mi è rimasto del convegno.
Andiamo con ordine: siamo partiti da una diagnosi, perché nella cultura contemporanea si sono smarriti il senso del vero, del buono, del bello e dell’essere in relazione gli uni con gli altri.
In seguito abbiamo guardato alla prognosi, ovvero se fosse possibile superare questa mentalità generale e rilanciare un’efficace relazione educativa. E fin qui, con filosofia e un minimo di teologia di base, direi che tutto scorreva liscio.
L’ultimo punto riguardava la terapia, la parte centrale della sfida e credo non ci fosse nessuno che mettesse in dubbio che “la vita” deve essere”responsabilità di risposta ad una chiamata” ma perché questo non si realizza all’interno delle nostre parrocchie, nella nostra diocesi e nella Chiesa stessa?
Ecco che i quattro – pochi, ma buoni – suggerimenti pratici erano, a mio parere, il cuore per far ripartire il discorso educativo e “sfidare” la società contemporanea:
1. Darsi tempo, riscoprire la gratuità dello stare insieme
2. Una vita sobria e abitata dalla parola giusta, per stare bene in senso pieno:
a. reagire al modello paranoico del consumismo insaziabile
b. chi legge non consuma, però impara a leggersi e a narrare
c. investimento di risorse, di tempo, di denaro, intelligenza nella direzione del pensare perché “pensare” è bello ed è fonte di libertà
d. cittadinanza attiva e globale per vivere la fraternità nella mondialità “equa e solidale”
3. Riscoperta della prossimità personale, contro la deriva individualistica
4. Comunicazione personale profonda, attenzione al livello di scambio verbale e non-verbale, cioè curare la tenerezza e il linguaggio affettivo e tener d’occhio il comunicometro, una griglia di lettura per capire a che livello abbiamo stabilizzato la nostra comunicazione:
- confronto sulla mia/tua partecipazione al fondamento del senso della vita
- coinvolgimento nel dialogo, dell’io e del tu
- coinvolgimento nel dialogo, di ideali in cui si crede
- capacità di rimettere in discussione le proprie idee: ascolto vero e dialogo vero
- scambio di pareri su problemi concreti oggettivati e “terzi”
- Ordini di servizio, istruzioni per l’uso
- Informazioni
- Reazioni a monosillabi: confronto del tipo “stimolo-risposta”
- Silenzio (valore 0)
- Battute innocue ma vuote
- Rimproveri e giudizi
- Recriminazioni e pretese
- Polemiche e litigi
- Ironia e sarcasmo
- Insulti
Direi che tutti e quattro i suggerimenti, come adulti scout, sono già nei programmi che tentiamo di mettere in pratica, ma mi sorgeva una domanda che aveva senso (credo) porre a Mons. Coletti perché era nella diocesi di Milano quando il Cardinal Martini iniziava il percorso sull’educazione con la lettera pastorale “Dio educa il suo popolo” nel 1987/88 ossia, perché oggi parliamo di emergenza educativa quando un Vescovo – novello profeta? – già venti anni aveva affrontato degnamente (credo e non solo io!) l’argomento? Mi spiego: se qualcuno avesse avvisato gli abitanti di Pompei che il Vesuvio era sul punto di eruttare, nessuno di loro sarebbe stato con le mani in mano ad aspettare che la lava arrivasse alle porte delle case per preoccuparsi e far fagotto, cioè che si dovesse fronteggiare un’emergenza…
Vorrei che fosse chiarito questo, non tanto per spirito di polemica, intendiamoci, ma per capire se ci sono state modalità sbagliate o inefficaci nel proporre o nel recepire, con tutte le migliori intenzioni, i messaggi, o meglio, l’unico Messaggio che può dare senso alla nostra vita: Gesù Cristo morto e risorto. Capire per ricominciare con ottimismo perché non educhiamo mai da soli, come diceva Martini, è Dio che educa il suo popolo.
Per fortuna non c’ho pensato sabato…
Per fortuna non c’ho pensato sabato…
E neppure nei giorni precedenti…altrimenti sarebbe stato un guaio…
Oggi però, days after, e il secondo compleanno è già sul sito con le foto, posso lasciare che la tastiera scriva la frase seguente: il prossimo compleanno vedrà un nuovo magister!
Sigh,sigh…senza Sergio…
Comunque, speriamo non si esaurisca la vena creativa di Sergio a proposito delle “trovate” culinarie perché il successo delle patate con l’uovo dello scorso anno si è rinnovato con il pane arrotolato sui bastoncini di quest’anno…
OK giusto un velo di malinconia per passare spedita alla serata trascorsa…
Chi ha contato quanti eravamo? Bah, poco importa, perché abbiamo riempito le panche per la Messa e fatto man bassa di minestrone e asado, per non parlare dei dolci.
Vorrei fermare il pensiero su due punti della predica del nostro vescovo.
Il primo riguarda la correzione che ci suggeriva nella carta di comunità a proposito del fare le cose insieme perché “è più bello” che farle da soli. Sono d’accordo, anche se la nostra frase credo che volesse dire che “l’unione fa la forza” e se uno solo ha un progetto che gli sta a cuore, con l’appoggio degli altri è più motivato e stimolato a portarlo avanti. Se il compleanno fossimo stati “da soli” …sarebbe stato lo stesso?
Secondo punto, che possiamo sviluppare prossimamente, è il concetto di comunità come “famiglia di fratelli” invece della “famiglia di famiglie” che ci ha già visto discutere una sera…
Sabato abbiamo condiviso il compleanno con tanti dei nostri “fratelli” dell’Agesci…pensiamo alla Messa senza la chitarra di Diego, la voce di Michela e dei ragazzi del reparto (tra i quali troviamo anche i nostri figli!)… e non dimentichiamo l’allegria di quanti hanno fatto onore alla mensa… (vero Dario?) e i fratelli del Masci che sono arrivati nonostante la pioggia da Genova e dintorni, chi era lontano e ha telefonato persino dai monti e dalla capitale per farci gli auguri, per dirci che ci accompagnano nonostante gli impegni e la lontananza “fisica”…
Grazie di cuore a tutti e buon lavoro per l’attività che ci aspetta durante l’inverno!
Ringrazio il Signore per la Festa di Compleanno
Ringrazio il Signore per la Festa di Compleanno che abbiamo vissuto Sabato.
Al di là delle brevi ma intense avversità atmosferiche (e ci è andata bene, in confronto a ciò che è successo in regioni a noi vicine!), tutto è andato per il meglio e ciascuno ha potuto sperimentare pienamente la propria “appartenenza” alla Comunità MASCI Tigullio.
Secondo le sue disponibilità, ciascuno ha cercato di dare il meglio e la festa del compleanno è pienamente riuscito così come era stata pensata e programmata.Dobbiamo essere fieri della fraternità che si è creata tra noi e questo è di stimolo a proseguire verso obiettivi sempre maggiori.Coniugi, parenti (suocere!!!!), amici, gli A.S. di Genova (tutti fedelissimi partecipanti, sin dalle nostre primissime iniziative), i nostri fralellini dell’Agesci, il nostro Vescovo, hanno apprezzato il nostro operato e resa viva e partecipata tutta la serata.
I bambini, i piccoli e piccolissimi (compreso Giovanni) hanno confermato, con la loro presenza e … le loro scorribande nel fango e attorno al braciere, l’essere la nostra Co0munità una vera Famiglia di Famiglie.
Perdonate queste riflessioni, anche un po’ confuse, ma veramente sentite.
Ora riprendiamo il cammino, con le sue scadenze (che dobbiamo specificare nel Programma e nel Regolamento).
Buona strada.
Giulio
Sinodo Magister
La sintesi che segue è solo un tentativo di riordinare “a caldo” le impressioni lasciate dal Sinodo. Nessuna pretesa quindi di essere esaustiva, ma volevo dar voce alla gioia per il primo appuntamento nazionale al quale ho partecipato come magister e vorrei che fosse “contagioso” – come l’influenza che ci ha colto al ritorno da Alghero – per la mia comunità del Tigullio e per quanti non hanno partecipato a livello regionale e nazionale.
“Alzati e mangia perché per te è ancora lungo il cammino”.
Colgo il primo spunto dal discorso d’apertura del Sinodo del nostro presidente Riccardo Della Rocca: Dio ripete queste parole ad Elia e le ripete a tutti noi oggi in questa società globalizzata che ci rende vicini, ma non per questo più fratelli: vogliamo continuare ad essere scout nella vita adulta e quindi adattare il metodo ad esigenze più complesse, mentre raccogliamo la sfida di una educazione permanente che ci vede educatori ed primi soggetti della formazione che proponiamo. Ci misuriamo con il nostro tempo per essere profeti, certi che lo Spirito non ci abbandonerà lungo il cammino. Non lasciamoci scoraggiare.
“Per te…mille volte”
Nella sfida non siamo soli. Abbiamo “invaso” la Sardegna in più di cinquecento e dimostrato così che neppure un’isola, nel Masci, può pensare di essere sola. Siamo stati accolti con grande calore da gruppi Masci e Agesci collaboranti. Nei caminetti abbiamo incontrato realtà diverse e ci siamo confrontati sui temi proposti senza perdere la speranza che si possa migliorare anche il nostro stare insieme. Non siamo soli…
“In cammino…verso l’alto”
Avete mai fatto volare un aquilone? Io avevo provato molte volte senza aver mai avuto la soddisfazione di vedere salire verso il cielo la mia creatura. Domenica, alla fine della Messa, credo che in pochi confidassero in quella brezza lieve, lieve e invece…ci siamo spostati verso il mare, abbiamo allargato per bene le ali dei nostri aquiloni e, con pazienza, dando filo, aspettando la folata giusta, puf…ecco che si sono allontanati dalla terra…anche il mio! Il cielo si è colorato, intrecciato di fili e di occhi che seguivano quei puntini. Siamo partiti dalla Babele del nostro tempo ed eravamo lì a guardare in alto, come bambini, pronti per lasciarci infiammare dalla Pentecoste…

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