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La Legge e la Promessa
In quest’ultimo periodo la nostra Comunità si sta preparando al rinnovo, o alla “prima volta”, della Promessa Scout.
E’ un passo importante, doveroso e ufficiale per una Comunità nata pochi mesi fa. Si è presentato il documento per farlo conoscere a chi non ha ancora promesso, si è discusso tutti insieme sui articoli e sulle parole che verranno promesse per il resto della vita, si è analizzato il motto scout, si è fatto insomma il punto della situazione per arrivare preparati, come uno scout deve essere, alla Cerimonia.
L’ultima nostra riunione è stata incentrata sulla Legge. Posta davanti a noi ci siamo chiesti in quali modi concreti l’avessimo fatta nostra nella giornata appena trascorsa, ed è stato intenso conoscere i momenti vissuti da tutti noi.
Non ci sono stati tanti presenti, purtroppo, ma quei pochi si sono donati alla Comunità, hanno voluto riflettere e condividere il proprio vissuto; segno concreto della nascita, giorno per giorno, di questa comunità.
Ed eccola, allora la Legge e la Promessa Scout, che venerdi 17 aprile rinnoverà o inizierà la nostra avventura Scout :
LEGGE
“La Guida e lo Scout:
- pongono il loro onore nel meritare fiducia;
- sono leali;
- si rendono utili e aiutano gli altri;
- sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout;
- sono cortesi;
- amano e rispettano la natura;
- sanno obbedire;
- sorridono e cantano anche nelle difficoltà;
- sono laboriosi ed economi;
- sono puri di pensieri, parole e azioni”.
PROMESSA
“Con l’aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio:
- per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio paese;
- per aiutare gli altri in ogni circostanza;
- per osservare la Legge scout”.
Gita Barbagelata – Monte Caucaso 15/03/09
E’ con una splendida giornata di sole che iniziamo la giornata di domenica. L’appuntamento è alle 8.20 a S.Salvatore presso l’ Oratorio di San Martino e saremo una dozzina a partecipare la Messa in una chiesetta sconosciuta ai più, piccola ma accogliente e molto intima.
Terminata la S.Messa partiamo in auto per Barbagelata, dove con un facile sentiero arriveremo alla cima del Monte Caucaso. Tutto si svolge in completo relax; chi ha il passo più svelto ogni tanto si ferma ad attendere gli altri, come da usanza quando si cammina tutti insieme.
Arriviamo verso le 12 sulla vetta purtroppo leggermente velata da una fastidiosa foschia che ci impedisce di vedere nitidamente lo spettacolo del panorama. C’è chi non è mai salito lassù e rimane piacevolmente sorpreso. Il Monte Caucaso è veramente unluogo fantastico!!!
Una piccola ma vissuta preghiera all’interno della Cappelletta precede la polentata all’interno del rifugio dove i gestori danno il meglio di se proponendoci due portate semplici ma molto gustose.
Dopo 3 ore, immersi dalle nuvole basse, torniamo verso Barbagelata ed andiamo a visitare bellissima Chiesa dedicata al Creato. E’ sempre una emozione entrare in una delle più belle Chiese della zona! I giochi di luce, la semplicità dei materiali e la logicità della struttura la rendono unica!
Incontriamo Don Stefano, Parroco di Barbagelata e Rettore del Seminario Vescovile ed abbozziamo il progetto di celebrare la cerimonia della Promessa quassù data la straordinarietà del luogo…vedremo…
Sono le 16.30. La giornata sta per concludersi…saliamo in auto e scendiamo nel caotico Tigullio. Camminare nei boschi, seppur in un breve e facile percorso è sempre bellissimo e rilassante…
Una bella giornata! La prima di una serie di gite che andremo a fare. Grazie a Giulio e Marco per la precisa organizzazione!!!
Genova – 6 marzo 2009
Un piccolo riassunto dell’incontro con Padre Remondini, dell’Associazione San Marcellino di Genova, che si occupa di persone sulla strada. Avete mai notato quanto sono coperte le persone che chiedono l’elemosina? Anche d’estate cercano di far spuntare appena, appena gli occhi da una montagna di panni che dovrebbe nasconderli agli occhi del mondo…eppure, se cerchiamo di considerarle non in base ai loro bisogni, bensì per la grande opportunità di relazione nostra e loro, possiamo far emergere delle risorse del tutto inaspettate.
Andare incontro alla povertà, non nasconderla, è la carta vincente per una società pacifica…
Padre Remondini ha elogiato più volte il metodo scout dove la riflessione si fa azione e l’azione viene rielaborata, calibrata e rimessa in gioco in un servizio stabile. L’importanza di essere un movimento consiste, oggi più che mai, nel far sentire la propria voce.
Prima Uscita
18 gennaio 2009 – La Costa di San salvatore
Anche la prima uscita della neo Comunità MASCI Tigullio è stata fatta.
Una giornata meteorologicamente instabile…cielo nero, nuvole basse, qualche scroscio di pioggia ogni tanto…non entusiasmante per una uscita!
L’appuntamento è davanti alla chiesa alla Costa di San Salvatore pochi minuti prima della Messa delle 10.
Entriamo a gruppi sparsi e partecipiamo alla funzione non capendo bene le persone mischiati come siamo alla gente locale.
E’ quando usciamo dalla Chiesa che ci rendiamo conto di esserci praticamente tutti, con addirittura alcune facce nuove!
Le condizioni meteo sono sempre più cattive…piove troppo forte per incamminarci sul Monte San Giacomo…e poi ci sono anche i bambini…niente camminata…Don Vittorio ci ospita in un locale adiacente alla Chiesa e ci sistemiamo per la prima sessione in programma: la chiacchierata sul “Farsi prossimo” preparata dalla Magistra Laura.
Discussione lunga ma molto intensa, seguendo la traccia preparata dal Cardinale Martini nel 1985 relativa alla parabola del “Buon Samaritano”
Alle 13 abbiamo deciso di interrompere la sessione per dedicarci alle cibarie! Abbiamo preparato i tavoli e ci siamo dedicati ad un ottimo pranzo condiviso “alla scout”!
L’immancabile momento calcistico con la scusa che c’erano i bambini da seguire e poi una rapida seconda sessione logistica dove abbiamo finalemnte tracciato il calendario degli incontri per l’anno 2009, dimenticandoci distrattamente le date delle Uscite!!! ma rimedieremo presto.
Finito questo ci siamo lanciati nel gioco. Gioco che forse avrebbe avuto più senso fare all’inizio della giornata, dopo la Messa visto che la finalità era quella di conoscerci…comunque…pazienza…”siamo giovani e dobbiamo crescere”!
Sta di fatto che dopo 3 tentativi il gioco è “andato a monte” visto che ogni volta qualcuno sbagliava la sua parte!!!
Ma è andato bene ugualmente facendo finire l’Uscita tra i sorrisi di tutti!!!
Peccato non essere riusciti a fare due passi, la giornata sarebbe stata vissuta anche meglio e sarebbe durata di più…pazienza…si aspetterà la prossima volta!
L’importante è aver cominciato a crescere insieme fuori dalla sede…soli così, e con un pò di pazienza e propositività da parte di tutti cresceremo come una vera Comunità…
Riunione dei Magister – ven.12 dicembre – Genova
Prima Parte -
L’augurio dell’assistente regionale don Franco ha aperto la riunione: si avvicina il Natale, un compleanno speciale…facciamo in modo che la festa sia pronta e soprattutto, non manchi il Festeggiato!
Un giro di boa per verificare a che punto sono le comunità che lavorano sul bene comune:
i temi sono stati scelti tra i quattro proposti – Individuo e Persona; Interdipendenza e Reciprocità; Giustizia e Carità; Economia e Sviluppo – e qualche comunità ha incominciato a rifletterci, ma l’esigenza è di trovare un riscontro operativo, un modo per concretizzare le parole.
I consiglieri avevano preparato una guida per aiutare il lavoro delle comunità e già con l’incontro del 6 febbraio 2009 si lavorerà divisi per argomento e con relatori che ci aiuteranno a calare nel concreto quanto emerso negli incontri locali.
La luce di Betlemme ha previsto un’organizzazione accurata per le numerose tappe da toccare.
Un capitolo interessante, soprattutto per noi del Tigullio, appena nati, è stato quello dei campi di formazione nazionale. Erano previsti:
La Scoperta – dove scout di provata esperienza si sono trasformati in allievi per far capire cos’ è il Masci e far capire cosa significhi essere scout a chi non lo è mai stato da bambino
La Responsabilità – campo di preparazione al “ruolo”, al quale hanno partecipato Renzo e Mario, che hanno condiviso l’esperienza e hanno suscitato l’entusiasmo giusto per non perderci la prossima occasione! Renzo sottolineava l’età diversa dei partecipanti al campo, rispetto all’età media delle comunità liguri. Da quanto emerso, solo il Tigullio e Quinto, sono formati da genitori di scout e scout dai 55 anni in giù…
Permettetemi una riflessione: si è ammessa una “chiusura” dei gruppi Masci che invecchiano lentamente coi fondatori…noi che nasciamo adesso, come possiamo evitare tale chiusura di partenza e lasciare che la comunità si rinnovi costantemente?
Il bene comune
Sono passati cinque giorni dall’ incontro di venerdì sera sul bene comune e sto ancora cercando di ritornare sulla terra…c’erano un centinaio di persone, è vero, ma io ho incontrato un compagno di viaggio che non frequentavo da quasi vent’anni e mi sono persa in sua compagnia…mettiamo subito in chiaro di chi si tratta: San Tommaso d’Aquino!
** Il primo relatore era un filosofo, il Prof. Luigi Baldi, che ha presentato il concetto di bene come una scelta di fondo, un presupposto, segno del desiderio di compimento che è inscritto nel cuore di ogni uomo. Qui incontriamo subito San Tommaso, perché la ricerca della felicità umana coincide con la ricerca della piena realizzazione di sé, nell’essere “persona” in cammino verso la “beatitudo”.
Noi, povere creature assetate d’infinito, riposeremo solo quando raggiungeremo il nostro creatore…(copio un po’ da S.Agostino…)
Il bene della comunità, quindi, è il bene delle persone che compongono la comunità stessa, perché una volta stabilito che la persona non si può ridurre a semplice individuo, scopriamo che non si concepisce se non in una relazione all’altro, vive con gli altri e naturalmente divide con gli altri risorse, conoscenze e debolezze umane. Relazione che non deve essere assolutizzata perché l’essere persona non dipende da quanti atti di relazione si possono porre.
Il bene comune non è il bene della maggioranza e neppure l’interesse generale perché è universale e ogni epoca deve calarlo nella realtà che si trova a vivere. Il bene comune è imparare a vivere CON gli altri e PER gli altri. Durante Medievo c’era la consapevolezza di dover tradurre in cultura il cristianesimo, cioè di far sì che il Vangelo diventasse modus vivendi.
Il Concilio Vaticano II scrive che il bene comune è: «l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente» (Gaudium et spes, n. 26)
Padre Costantino Gilardi conclude l’intervento ancora con San Tommaso che ordina tutte le virtù alla carità: il bene comune trascende il bene dei singoli, ma li comprende e la giustizia è solo la misura minima della carità…
** La seconda relatrice è la prof.ssa Anna Cossetta, economista, che ci mostra l’”anima” di una materia che spesso pensiamo solo legata a fattori di produttività e rendimenti. Già Adam Smith fece nascere l’economia dalla sua visione etica, ma in Italia, le opere nelle quali tratta entrambi gli aspetti non sono mai state messe in relazione.
Attraverso lo “scambio” abbiamo bisogno di essere apprezzati e interiorizziamo norme che ci spingono a cercare l’approvazione da parte degli altri. Ecco che riappare la relazione come costituente la persona anche nell’ambito economico.
Nel 1950 Karl Polanyi ha scritto “La grande trasformazione” dove ha dimostrato, sulla base di studi antropologico, che l’economia va oltre lo scambio e può assumere anche la dimensione del dono.
Restano da studiare le forme migliori per attuare questa economia che superi le forme del dualismo etico perché si attuino concretamente la prossimità e la sussidiarietà.
Padre Costantino conclude ancora con San Tommaso che scriveva della “destinazione universale dei beni” dove l’uomo è solo il “custode” del giardino che Dio stesso gli ha affidato. Noi siamo chiamati ad essere custodi del nostro tempo e dello spazio affidatoci.
Grazie per la fiducia!
Ragazzi…spero di essere all’altezza del compito che mi avete affidato…
Vorrei sintetizzare l’incontro di venerdì sera dal punto di vista dei contenuti che sono emersi…abbiamo avuto il coraggio di esporre dubbi, incertezze e perplessità sul modo di vivere il nostro cristianesimo e di rapportarci con la Chiesa cattolica italiana. Come filosofa, amo il “dubbio”… grida tutta l’umanità che riempie ciascuno di noi e dice la nostra partenza come povere creature, tutte uguali davanti al Mistero. Poi bisogna lavorarci e camminare per trovare le modalità e le risposte per superare i dubbi e “saper dare ragione della speranza che è in noi”…
- Noi abbiamo una fede troppo razionale, comunicata dai genitori, dall’ambiente educativo, troppo razionale. La fede vera è chiudere gli occhi e procedere al buio, come dice S. Giovanni della Croce.La fede vera è appoggiarsi, come Giovanni sulla testa di Gesù, quando annunzia che c’è la morte vicina. Questa fede vera ce l’hanno i bambini, i poveri, i malati perché non possono fare altro che appoggiarsi, non possono fare altro che non avere certezze e fidarsi. Occorre essere molto aperti, in modo che questa chiesa sia aperta a tutto il mondo, a tutte le famiglie. Le famiglie non sono una bandiera che noi cristiani bisogna avere come messaggio. Nelle famiglie c’è di tutto; nelle famiglie c’è il calore umano, i gesti di amore, … Ma c’è anche una sacralità in ogni cosa, in ogni luogo, in ogni spazio, in ogni persona.
Bisogna accogliere che la luce viene molto da lontano, non siamo noi soli a possedere la verità. Gesù ci dirà vi porterò alla verità tutta intera. Una verità che bisogna raggiungere insieme. Occorre imparare da tutti e venerare il patire di tutti. Come diceva Gandhi: “il nostro vero maestro è ogni uomo e ogni donna che soffre”. -
Secondo lo stile scout vi chiederei di ripartire da Gesù, l’essenziale…
Formazione permanente
Paolo ha riassunto la riunione a pennello e io vorrei invece riprendere le parole di Don Andrea Brusco sul significato di una formazione per gli adulti.
Se i giovani, i ragazzi e i bambini sono in crisi, il problema non è da risolvere a partire da loro, bensì dobbiamo affrontare noi stessi, per primi, la domanda sulla felicità nella nostra vita.
Quante sono le “parole” senza significato, vuote ed effimere che stiamo rincorrendo?
Quanto conta la “comunicazione vera” tra noi adulti, come fondamento di relazioni fraterne che rendano possibile una vita comunitaria?
Quanto spazio diamo alla Parola, all’Ascolto e alla gioia che deriva dal vivere questa esperienza?
L’impressione è che non siano domande inutili e che ci aiuteranno a dar forma alla comunità…
Ci vediamo la sera di Ognissanti, dalle Gianelline a mare!
Un po’ per riassumere…
…un po’ per provocare…
Non sarà facile sintetizzare la serata senza dimenticare qualcosa…aumenta il numero dei partecipanti, si sviluppano le aspettative e si intrecciano le visioni del futuro…
Paolo è partito con dei punti dettagliati, dei quali almeno due abbiamo rimandato alla comunità capi per decidere cosa farne:
- la sede delle Gianelline a mare ( anche se siamo disponibili a ristrutturare!)
- l’appezzamento a Sopralacroce, pagato alla diocesi, ma privo di atto di proprietà…
Nell’ insieme ho colto, sostanzialmente, queste preoccupazioni:
- la possibilità di un servizio concreto, di fatti “visibili”
- un confronto dinamico su temi d’attualità
- la riflessione sui valori scout passati di moda nella nostra società
- un momento di preghiera insieme
- una giornata di cammino
Riflessione e azione
Teoria e pratica
Preghiera e servizio o carità…
Ci sono meno di 18 incontri da settembre a giugno tutti da “inventare”…
Lettura di B.P.
GUIDA LA TUA CANOA
“Quando, da ragazzo, cominci il viaggio della vita, sei naturalmente portato a pensare di essere solo uno tra tanti, e a credere quindi che la cosa migliore da fare sia seguire la maggioranza. Questo modo di pensare è completamente sbagliato. Ricorda che tu sei tu. Sei tu che devi vivere la tua vita e, se vuoi riuscire a raggiungere la felicità, devi essere tu a guadagnartela. Nessun altro può farlo per te. E, nel viaggio della vita, devi spingere la tua canoa con la pagaia, non remare come in una barca. La differenza è che, nel primo caso, tu guardi davanti a te e vai sempre avanti, mentre nel secondo caso non puoi guardare dove vai, ma devi affidarti ad altri che reggono il timone, col risultato che puoi cozzare contro qualche scoglio prima di rendertene conto. Molta gente tenta di remare attraverso la vita in questo modo. Altri ancora preferiscono una navigazione passiva, facendosi trasportare dal vento della fortuna o dalla corrente del caso: è più comodo che remare, ma è ugualmente pericoloso. lo preferisco uno che guardi davanti a sé e sappia condurre la sua canoa, cioè si apra da solo la propria strada.
Guida da te la tua canoa, non contare sull’aiuto degli altri. Stai partendo dal ruscello della fanciullezza per un viaggio avventuroso; di li passerai nel fiume dell’adolescenza; poi sboccerai nell’oceano della virilità, per arrivare al porto che vuoi raggiungere.
Sulla tua rotta incontrerai difficoltà e pericoli, banchi di nebbia e tempeste. Ma, senza avventure, la vita sarebbe terribilmente monotona. Se saprai manovrare con attenzione, navigando con fedeltà ed allegra tenacia, non c’è motivo per cui il tuo viaggio non debba essere un completo successo, per piccolo che fosse il ruscello da cui un giorno sei partito.”
(B.P. La Strada verso il Successo- 1960)
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