Non siamo soli! :-)
Immaginiamo di aver sentito parlare del gioco del calcio e delle sue regole da bambini e poi di averlo trascurato per altri impegni sopraggiunti. Ora immaginiamo cosa potrebbe succedere se ci accorgessimo di avere in mano una palla e di trovarci, combinazione (le combinazioni nella vita esistono e si verificano per i fatti più strani…), con altre persone che conosciamo e altre sconosciute, ai bordi di un campo di calcio. Intendo un bel campo di quelli “ruspanti” con le pozzanghere piene di fango per ogni goccia di pioggia che scende…
Come ci muoveremmo se volessimo riprovare a giocare? Beh, sappiamo che dobbiamo correre per mandare la palla nella rete avversaria e, se nessuno si presta ad arbitrare la partita, ogni tanto dovremo fermare il gioco per verificare i falli, ripassarci le regole, magari contestare la posizione degli avversari, gridare ai nostri per farsi passare la palla…insomma, cercheremmo di essere “squadra” per raggiungere il nostro obbiettivo…
Certamente se fermassimo il gioco ogni tre minuti per verificare le regole, ci annoieremmo e la partita sarebbe infinita. Nello stesso tempo, se uno di noi si prendesse la briga di arbitrare, sarebbe poco carino insultarlo perché concede un rigore alla squadra avversaria…già si presta allo “sporco lavoro” di arbitro…(con tutti i commenti scontati sulla categoria!) magari si è messo pure a rileggere un manuale per ricordare le regole…
Credo che la cosa importante sia non smettere di giocare.
E se ci fossero alcuni rimasti a bordo campo e ci vedessero belli imbrattati di fango dalla testa ai piedi e ci dicessero: “Lo sapevamo che vi sareste sporcati, guardate come vi siete ridotti!” e se ne andassero via, ebbene cosa penseremmo di loro? Di averli perso come giocatori? Ma se non hanno neppure avuto il coraggio di mettersi in gioco! Magari non volevano sporcarsi le scarpe nuove, magari avevano poco tempo, magari avevano chissà quali altri loro mille motivi per non mettersi a giocare in quel momento e torneranno più avanti per buttarsi nell’avventura…
Fatto sta che noi dobbiamo continuare a giocare…tenere lo sguardo fisso sulla nostra palla, Gesù Cristo, e testimoniare che è morto e risorto per noi…questo sarà il nostro gol migliore.
Noi stiamo costruendo insieme sia la proposta che il metodo perché siamo in un movimento (tutt’altro che dato fisso e scontato) di adulti, quindi di persone libere e responsabili (e riteniamo tali anche quelle che liberamente hanno scelto di non partecipare), che hanno scelto di fare comunità per vivere i valori dello scoutismo (che tutti sappiamo) alla luce della nostra fede cattolica – testimonianza di Gesù morto e risorto – in questo momento storico e in questo paese che è l’ Italia con tutti i pro (benessere esagerato) e i contro (consumismo, ecc.) che ci possono essere.
Non si tratta più, come in Agesci, di una cascata, bensì di un lago di montagna, dove l’acqua limpida ci permette di vedere il fondo e l’acqua è condivisa da tutte le sponde…
Siamo chiamati ad essere educatori ed educandi di noi stessi e non so voi, ma l’idea di dare a me stessa degli indirizzi, di faticare per tirar fuori il meglio di ciò che posso dare agli altri…beh, è proprio un compito infinito!
This entry was posted on sabato, febbraio 20th, 2010 at 09:17 and is filed under News. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

febbraio 23rd, 2010 at 08:54
kappa says:…Mentre aspettiamo che asciughi il campo, ci ripassiamo le regole, magari aggiungendoci qualcosina, le mettiamo per iscritto – così tutti le possono leggere, anche chi passa al campetto per curiosità – e poi giochiamo tutti insieme!!!
E vedrai che sarà un partitone…